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PFNonwovens lancia un concorso per dare un nome ai nuovi AGV A.Celli by Smartlogistix

Scritto da Smartlogistix IT | 1-apr-2026 10.00.00

In questa intervista, Tracy Schooley, Human Resources Director di PFNonwovens, racconta come un semplice concorso interno possa essere un potente strumento per stimolare il coinvolgimento e umanizzare l'automazione.

Da cosa è nata l'idea di lanciare un concorso interno per dare un nome agli AGV?

L'idea è nata da un'intenzione semplice ma potente: rendere l'introduzione degli AGV qualcosa di condiviso da tutta l'azienda. Invece di presentarli come un altro aggiornamento tecnologico, abbiamo visto l'opportunità di trasformarli in qualcosa a cui le persone potessero riferirsi. Lanciare un concorso per la scelta del nome ci è sembrato un modo naturale per coinvolgere tutti, dando ai dipendenti la possibilità di lasciare un'impronta personale sul progetto e di sentirsi parte di questo nuovo capitolo delle nostre attività.

Come hanno reagito i dipendenti quando è stato annunciato il concorso?

La reazione è stata subito positiva. I dipendenti hanno apprezzato molto la possibilità di partecipare a qualcosa di creativo e un po' diverso dalla routine quotidiana. L'idea di dare un nome agli AGV ha suscitato curiosità ed entusiasmo, e l'aggiunta di un piccolo premio ha reso il tutto ancora più coinvolgente. Ma al di là di questo, ciò che è emerso è la genuina eccitazione nel vedere le loro idee prendere potenzialmente vita all'interno dello stabilimento.

Come si è svolto il concorso?

Ci siamo assicurati che l'iniziativa fosse visibile e accessibile a tutti nello stabilimento. Sono stati condivisi diversi annunci interni per mantenere alto lo slancio e incoraggiare la partecipazione. Per rendere il processo semplice e inclusivo, sono state collocate cassette di raccolta in diverse aree dello stabilimento, in modo che tutti i dipendenti, indipendentemente dal ruolo o dal reparto, potessero facilmente presentare le loro proposte. Ciò ha contribuito a creare un senso di anticipazione quando le idee hanno iniziato a provenire da tutti gli angoli dell'organizzazione.

Qualche proposta l'ha particolarmente sorpresa o divertita?

Ciò che è emerso con maggiore evidenza è stato il livello generale di creatività: ogni proposta ha portato qualcosa di unico, da giochi di parole intelligenti a idee più fantasiose o umoristiche. Più che una singola proposta, è stata la creatività collettiva a colpirci di più. Il concorso ha rivelato un lato dei nostri dipendenti che non sempre emerge nelle operazioni quotidiane, rendendo l'intera esperienza divertente e genuinamente gratificante.

Ritiene che questa iniziativa abbia contribuito a ridurre la "distanza" tra le persone e l'automazione?

Assolutamente sì. Fin dall'inizio abbiamo voluto assicurarci che l'introduzione degli AGV non fosse percepita come qualcosa di distante o dirompente, ma piuttosto come un'evoluzione condivisa dei nostri processi. Oltre al concorso, abbiamo investito tempo per spiegare il funzionamento degli AGV e come avrebbero supportato e migliorato le operazioni quotidiane. L'iniziativa di denominazione ha svolto un ruolo fondamentale in questo sforzo: ha favorito un senso di familiarità, trasparenza e inclusione. La forte partecipazione dei dipendenti di tutti i reparti ha dimostrato chiaramente che le persone si sentivano coinvolte e impegnate, contribuendo a colmare il divario tra la tecnologia e il lato umano della nostra organizzazione.