PFNonwovens lancia un concorso per dare un nome ai nuovi AGV A.Celli by Smartlogistix

PFNonwovens dà un nome ai suoi AGV Smartlogistix

In questa intervista, Tracy Schooley, Human Resources Director di PFNonwovens, racconta come un semplice concorso interno possa essere un potente strumento per stimolare il coinvolgimento e umanizzare l'automazione.

Da cosa è nata l'idea di lanciare un concorso interno per dare un nome agli AGV?

L'idea è nata da un'intenzione semplice ma potente: rendere l'introduzione degli AGV qualcosa di condiviso da tutta l'azienda. Invece di presentarli come un altro aggiornamento tecnologico, abbiamo visto l'opportunità di trasformarli in qualcosa a cui le persone potessero riferirsi. Lanciare un concorso per la scelta del nome ci è sembrato un modo naturale per coinvolgere tutti, dando ai dipendenti la possibilità di lasciare un'impronta personale sul progetto e di sentirsi parte di questo nuovo capitolo delle nostre attività.

Come hanno reagito i dipendenti quando è stato annunciato il concorso?

La reazione è stata subito positiva. I dipendenti hanno apprezzato molto la possibilità di partecipare a qualcosa di creativo e un po' diverso dalla routine quotidiana. L'idea di dare un nome agli AGV ha suscitato curiosità ed entusiasmo, e l'aggiunta di un piccolo premio ha reso il tutto ancora più coinvolgente. Ma al di là di questo, ciò che è emerso è la genuina eccitazione nel vedere le loro idee prendere potenzialmente vita all'interno dello stabilimento.

Come si è svolto il concorso?

Ci siamo assicurati che l'iniziativa fosse visibile e accessibile a tutti nello stabilimento. Sono stati condivisi diversi annunci interni per mantenere alto lo slancio e incoraggiare la partecipazione. Per rendere il processo semplice e inclusivo, sono state collocate cassette di raccolta in diverse aree dello stabilimento, in modo che tutti i dipendenti, indipendentemente dal ruolo o dal reparto, potessero facilmente presentare le loro proposte. Ciò ha contribuito a creare un senso di anticipazione quando le idee hanno iniziato a provenire da tutti gli angoli dell'organizzazione.

Qualche proposta l'ha particolarmente sorpresa o divertita?

Ciò che è emerso con maggiore evidenza è stato il livello generale di creatività: ogni proposta ha portato qualcosa di unico, da giochi di parole intelligenti a idee più fantasiose o umoristiche. Più che una singola proposta, è stata la creatività collettiva a colpirci di più. Il concorso ha rivelato un lato dei nostri dipendenti che non sempre emerge nelle operazioni quotidiane, rendendo l'intera esperienza divertente e genuinamente gratificante.

Ritiene che questa iniziativa abbia contribuito a ridurre la "distanza" tra le persone e l'automazione?

Assolutamente sì. Fin dall'inizio abbiamo voluto assicurarci che l'introduzione degli AGV non fosse percepita come qualcosa di distante o dirompente, ma piuttosto come un'evoluzione condivisa dei nostri processi. Oltre al concorso, abbiamo investito tempo per spiegare il funzionamento degli AGV e come avrebbero supportato e migliorato le operazioni quotidiane. L'iniziativa di denominazione ha svolto un ruolo fondamentale in questo sforzo: ha favorito un senso di familiarità, trasparenza e inclusione. La forte partecipazione dei dipendenti di tutti i reparti ha dimostrato chiaramente che le persone si sentivano coinvolte e impegnate, contribuendo a colmare il divario tra la tecnologia e il lato umano della nostra organizzazione.